lunedì 15 novembre 2010

RECENSIONE DEL FILM: Magnolia

Titolo: Magnolia
Anno: 2000
Genere: Drammatico
Regia: Paul Thomas Anderson











Tanti personaggi si intrecciano all'insegna dell'incomprensione, dell'odio, del rimorso e delle più o meno visibili "deviazioni".

Magnolia è il racconto di nove vite di nove persone che fino alla fine del film sembrano estranee tra loro ma alla fine hanno tutte un nesso che le accomuna.
Più che un film magnolia è un racconto della vita di queste persone,un riflettere sul destino che le accomuna,un affronto con il proprio destino e alla capacità di sopravvivere.
Un film ottimo riuscito molto bene con un ottima recitazione di Tom Cruise che rende l'idea del personaggio che interpreta.
Il film ha un montaggio molto originale che sottolinea ogni volta il legame quasi invisibile che c'è tra le varie storie; per tutte le 3 ore di film ogni sequenza finisce in modo tale da far collegare il discorso che stava facendo il personaggio nella prima sequenza con quello della sequenza successiva.




FRASE PREFERITA:Adesso che ci siamo incontrati hai nulla in contrario se non ci vediamo più?


domenica 14 novembre 2010

RECENSIONE DEL FILM: Rashômon

Titolo:Rashômon
Anno: 1950
Genere: Drammatico
Regia: Akira Kurosawa















Un boscaiolo, un monaco e un vagabondo si interrogano su una vicenda, l'assassinio di un samurai per mano del bandito Tajômaru. Mentre si susseguono le dichiarazioni dei protagonisti davanti a un tribunale sulla loro versione dei fatti, la verità anziché emergere sembra allontanarsi.
Rashômon ci comunica che viviamo in un mondo dove le persone hanno paura a dire la verità ,viviamo in un mondo dove vige l'omertà ma ci dice anche che c'e' sempre una speranza e nel film è rappresentata dal ritrovamento del bambino.
Essendo un film del 1950 è in bianco e nero e ha un montaggio molto lento difficile da guardare ma pieno di significato, con una straordinaria recitazione del bandito Tajômaru interpretato da uno dei migliori attori giapponesi Toshiro Mifune

giovedì 21 ottobre 2010

RECENSIONE DEL FILM: LA MASSERIA DELLE ALLODOLE

Titolo: La Masseria delle Allodole
Anno: 2007
Genere: Drammatico
Regia: Paolo e Vittorio Taviani



Siamo in Turchia agli inizi del novecento,il film narra il genocidio vissuto da parte degli Armeni in Turchia, in particolare quello vissuto dalla famiglia Avakian.
Questo film, riesce a far capire bene quello che ha passato il popolo Armeno in Turchia con scene molto crude e con degli ambienti poveri (una masseria e delle colline),per la parte audio ho notato che sono stati inseriti pochi canti popolari Armeni cosa che secondo me in un film che parla del genocidio Armeno ci dovrebbero essere a iosa,riguardo il montaggio non so se è stato fatto apposta o ci sono stati degli errori in alcune scene ho notato che il soggetto in una sequenza viene ripreso in una posizione e nella sequenza subito dopo viene ripreso lontano dalla posizione in cui era prima.



martedì 19 ottobre 2010

RECENSIONE DEL FILM: Jarhead

Titolo:Jarhead
Regia:Sam Mendes
Anno:2005
Genere:Guerra/Drammatico




(Jarhead letteralmente significa:"testa di latta", ed è un appellativo per definire i Marines per il fatto che ogniuno di essi non pensa con la propria testa ma esegue solamente gli ordini che gli vengono dati)
Nel 1989 Anthony si arruola nei marines seguendo le orme del padre,ma con l'andare del tempo capisce che era meglio andare al college; perchè la guerra che farà sarà una guerra che non esiste.
Jarhead è film di guerra ma ci sono forse solo due scene di guerra, Mendes presenta l'immagine della guerra diversamente dai telegiornali o dalle televisioni con giovani soldati rissosi con la sete di uccidere ma allo stesso tempo con la paura che il nemico possa uscire da un momento all'altro,le cose che mi sono piaciute di più sono, il montaggio troppe volte però con sequenze troppo lunghe ma ti tiene con il fiato sospeso fino alla fine della sequenza e la fotografia con delle immagini stupende.
Le scene iniziali ricordano Full Metal Jacket e mi è piaciuta la citazione di "Apocalypse Now" e "The Mission"  








lunedì 11 ottobre 2010

RECENSIONE DEL FILM: L'Amico Di Famiglia

Titolo:L'Amico Di Famiglia
Regia:Paolo Sorrentino
Anno:2006
Genere:Drammatico








Geremia De'Geremei ha settant'anni, brutto,avido,sporco é proprietario di una piccola sartoria ma il suo guadagno principale è l'usura, vive in una casa  sempre buia con la madre paralizzata.
Questa è la trama principale del film ma se ne potrebbe parlare per ore del significato del film ,ogni inquadratura è studiata al meglio la camera è sempre posizionata nel punto migliore, il montaggio eccezionale con delle bellissime colonne sonore (cosa che non si vedeva da un pezzo nel cinema italiano aprire un film con una grande canzone "Antony and the Johnsons - My Lady Story").
Una qualsiasi persona che vedrebbe questo film proverebbe odio per Geremia ma in realtà quello che ci vuole far capire il regista è che se ai giorni nostri esistono persone come Geremia è solo grazie a noi perchè siamo noi che le creiamo;siamo noi che vogliamo sempre di più
Spoiler: ad esempio la famiglia che invece di accontentarsi chiedeva soldi in prestito per avere elettrodomestici costosissimi, un arredamento lussuoso Etc.; oppure la signora che chiedeva un prestito per poi spenderli giocando al bingo.
Grandissimo film l'ho gradito molto uno dei migliori film italiani degli ultimi 10 anni.




Frase Preferita:Quando uccidi una persona muori con lei..

domenica 10 ottobre 2010

RECENSIONE DEL FILM: The Town

Titolo:The Town
Regia:Ben Affleck
Anno:2010
Genere:Thriller/Azione








Doug McRay (Ben Affleck) è a capo di una banda di rapinatori che, dopo una rapina in banca, decide di tenere sotto controllo Claire (Rebecca Hall) l'unica testimone che potrebbe incastrarli. Mentre le indagini dell'FBI arrivano velocemente a sospettare la banda di Doug, questi si innamora di Claire e decide di cambiare vita. La cosa si rivela più difficile del previsto e Doug si trova coinvolto nell'ultimo ma pericolosissimo colpo: svaligiare l'incasso dello stadio dopo una partita di baseball.
Secondo me,considerando i film interpretati da Ben Affleck questo è stato un capolavoro.
Affleck riesce a costruire un film forte dando una forte personalità ad ogni personaggio tanto che prima della fine del film tu spettatore, speri che i rapinatori non vengano presi dall'FBI.
Il montaggio molto frenetico e le riprese riescono a equilibrare le scene di azione con le altre senza lasciarti mai un attimo di respiro,il film oltre che alla storia dei rapinatori racconta di un universo realistico in cui parla della storia di due grandi amici che alla fine si trovano a fare i conti tra di loro.
Le scene di azione sono state spettacolari(molto bello il fatto di mettere anche dell'ironia dopo la fine del primo inseguimento) uno dei migliori film d'azione del 2010 secondo me.
Con un finale un po' preannunciato ma ci può stare, chiuderei col dire grande film!





venerdì 8 ottobre 2010

RECENSIONE DEL FILM: Il Patto Del Silenzio(Le pacte du silence)

Titolo:il Patto Del Silenzio
Regia:Graham Guit
Anno:2003
Genere:Drammatico/thriller













il  medico/prete Joachim Ferrer è turbato da Sara, una giovane suora in preda ad una misteriosa malattia. dietro la malattia c'e' un segreto che solo Gaelle, la sua gemella, conosce. Deciso a scoprire la verità e grazie all'attrazzione per Gaelle, Joachim inizia un'indagine che lo porterà ad una conclusione.
Secondo me il film ha una storia abbastanza originale diversa dai soliti thriller,anche se va a perdersi un po' sul finale con così  tanti omicidi e per la storia d'amore; mi sono piaciute alcune riprese e le parti montaggio/sonorizzazzione si sposano abbastanza bene comunque in se il film è povero segue la storia senza uscirci neanche per un secondo senza dare informazioni ulteriori allo spettatore





mercoledì 29 settembre 2010

RECENSIONE DEL FILM:La Mia Vita A Garden State





TitoloLa mia vita a Garden State
Anno: 2004
Genere: Drammatico, Commedia
Regia: Zach Braff





La mia vita a Garden State,è il primo film diretto da Zach Braff;era solito vederlo come uno dei protagonisti della serie televisiva comico/demenziale "Scrubs" mandata su Mtv, forse per questo all'inizio il film può risultare noioso; ma guardandolo con attenzione io mi sono ritrovato tantissimo,parla dei problemi del periodo adolescenziale di ogni ragazzo.
Andrew Largeman(interpretato dallo stesso Braff) è un attore alle prime arti; prende psicofarmaci fin dalla tenera età.
Prima di ritornare nella sua città natale, a causa della morte della madre, evita suo padre e se ne frega di tutto. 
Dopo il funerale riincontra i suoi amici e conosce una ragazza, questi due elementi pian piano lo faranno riflettere sul da farsi;
come ho detto prima è un film che puo' essere usato come esempio per la vita di un ragazzo ventenne del secondo millennio in cui ognuno prende la piena conoscenza di se stesso mettendo in chiaro le idee, inizia a prendersi qualche responsabilità e dare un valore alla famiglia. 
Mi sono piaciute le colonne,mentre il montaggio e la sceneggiatura hanno reso pienamente la possibile vita di un ventenne.
La frase che mi è piaciuta di più è:Se non sai ridere di te stesso, la vita ti sembrerà più lunga di quanto non vorresti